Anche in carcere Puff Daddy “ha un grosso problema con gli stipendi, dato che alcuni dei suoi dipendenti sono arrabbiati perché non vengono pagati mentre è rinchiuso, ma il suo rappresentante legale insiste nel dire che ha la situazione sotto controllo”. Lo riporta il sito TMZ.
Secondo fonti interpellate da TMZ il patrimonio di Daddy è gestito dalla società di gestione aziendale Tri Star Sports & Entertainment mentre è in carcere: “Stanno tenendo i suoi soldi sotto stretto controllo, troppo stretto per alcune persone a libro paga. Ad esempio, ci è stato detto che alcuni avvocati che si occupano della montagna di cause civili di Daddy non sono stati pagati, e anche tra gli altri membri dello staff non va meglio, almeno uno di loro si è dimesso”.
A smentire tutto questo il rappresentante dell’ex magnate dell’hip hop, Juda Engelmayer, ha dichiarato: “Persone, personale e avvocati vengono tutti pagati e nessuno se ne va. Daddy gestisce autonomamente le proprie finanze. Tutti vengono pagati per il proprio lavoro una volta completato e confermato, dopo la revisione di routine”.
Ma TMZ rilancia: “Le nostre fonti affermano che i familiari dell’ex produttore non hanno accesso illimitato e gratuito ai suoi soldi il che significa che devono anche confrontarsi con Tri Star. Ci è stato detto che la famiglia Combs lavora entro un budget stabilito (l’importo e la frequenza dei pagamenti rimangono poco chiari) e che, se lo superano, sono tenuti a presentare fatture a Tri Star, che non sempre vengono approvate”.






