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Tra 30 anni il comune di Pompeiana finirà di pagare le rate di un risarcimento per la storia del lago di San Bernardo, un bacino artificiale mai entrato in funzione perché l’invaso perdeva acqua. Dagli anni Novanta a oggi ci sono stati progetti, cantieri, ricorsi, ritardi, varie cause giudiziarie e soprattutto lo spreco di quasi un milione di euro che ora nessuno vuole pagare.

Pompeiana è un comune di quasi 900 abitanti in provincia di Imperia, in Liguria. Negli anni Novanta l’amministrazione propose di costruire un lago da 9.000 metri cubi in località San Bernardo, vicino a una cappelletta. L’idea era di offrire un servizio agli agricoltori nei periodi di siccità e un comodo punto di approvvigionamento dell’acqua per i mezzi antincendio che intervengono sulla costa ligure. All’opera si opposero associazioni e comitati locali secondo cui lo scavo avrebbe avuto un impatto ambientale notevole in un’area protetta, ma la mobilitazione non fece cambiare idea al comune.

Nel 2005 l’appalto per la costruzione del lago fu affidato a un’azienda di Caserta che iniziò a lavorare al progetto studiato da un gruppo di ingegneri e tecnici. Inizialmente non sembrava una faccenda complicata: si trattava di scavare un’ampia conca tra le rocce e renderla impermeabile posando teloni piuttosto spessi. Per due volte tuttavia i teloni si squarciarono per la pressione dell’acqua, che finì dispersa.