Donald Trump sta valutando "seriamente" l'acquisizione della Groenlandia.

Pur non chiudendo del tutto la porta a un'operazione militare, che per il commander-in-chief resta sempre "un'opzione", la Casa Bianca ammorbidisce i toni, probabilmente per placare la dura reazione in casa e all'estero nel pieno della crisi venezuelana.

Con la Francia che ha annunciato di essere al lavoro con i suoi partner su un piano di reazione qualora gli Stati Uniti dovessero invadere la Groenlandia con la forza.

Il timore è quello di un'operazione in stile Caracas. Ma il segretario di Stato americano "lo ha escluso", ha rassicurato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, dopo aver parlato con Marco Rubio che ha annunciato un viaggio a Copenaghen la prossima settimana. Una missione in Danimarca per iniziare a gettare le basi di una trattativa, probabilmente.

Anche alla luce di alcune indiscrezioni di stampa secondo cui il modello al quale guarda il tycoon è un accordo di associazione, ma escludendo i danesi, sulla falsa riga di quei 'Cofa' che gli Usa hanno già fatto con alcune isole del Pacifico. Alla riunione parteciperanno anche le autorità groenlanesi: "Siamo noi ad aver chiesto l'incontro", ha fatto sapere il governo autonomo dell'isola.