Airbnb è solamente un ospite di contenuti o piuttosto un editore, e come tale può essere ritenuta responsabile degli stessi? In Francia, con una decisione destinata a far discutere, la Corte di Cassazione ha optato per la seconda opzione, in particolare nel caso che gli utenti utilizzino i servizi della piattaforma per subaffitti illegali

I giudici della corte suprema hanno infatti stabilito che "Airbnb non si qualifica come fornitore di servizi di hosting perché svolge un ruolo attivo nei confronti degli utenti, il che gli consente di conoscere e controllare gli annunci pubblicati sulla sua piattaforma". "Pertanto – così la cassazione di Parigi ha esplicitato la propria decisione mediante comunicato stampa – non beneficia dell'esenzione di responsabilità concessa ai fornitori di servizi di hosting e può essere ritenuta responsabile se gli utenti utilizzano la sua piattaforma per subaffitti illegali",

A Parigi e Aix-en-Provence i due casi opposti

Il supremo organo di giudizio d’Oltralpe ha dovuto chiarire il punto in seguito a due decisioni contraddittorie della corte d'appello: una, del gennaio 2023, in cui il secondo grado aveva stabilito a Parigi che Airbnb aveva "contribuito in modo significativo" al reato commesso da un'inquilina parigina che aveva subaffittato illegalmente il suo appartamento; una seconda, del successivo settembre, in cui invece la Corte d'Appello di Aix-en-Provence aveva decretato che la piattaforma era semplicemente un host di contenuti e quindi non poteva essere ritenuta corresponsabile di un caso di subaffitto illegale di edilizia popolare.