Roma, 7 gen. (askanews) – Il giorno dopo il vertice dei Volenterosi a Parigi, culminato nella firma di un accordo per l’istituzione di una forza internazionale di pace in Ucraina a seguito di un eventuale cessate il fuoco con la Russia, la diplomazia non si è fermata. Nella capitale francese sono infatti proseguiti i colloqui tra le delegazioni ucraina e statunitense, con l’obiettivo dichiarato di tradurre l’intesa politica in “risultati concreti”.

Se da un lato sono stati compiuti passi avanti significativi, dall’altro restano aperti nodi cruciali: dalla definizione dello status dei territori contesi alle garanzie di sicurezza richieste dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel caso di una nuova aggressione russa. Da Nicosia, nel giorno della cerimonia di apertura della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, il leader ucraino ha ribadito di attendere dai partner europei una “risposta inequivocabile” sulla loro reale disponibilità a difendere Kiev di fronte a un secondo attacco di Mosca.

A PARIGI I LAVORI PER LA PACE PROSEGUONO All’indomani del vertice dei Volenterosi tenuto ieri a Parigi, i negoziati di pace tra la delegazione statunitense e quella ucraina sono proseguiti oggi, ponendo il proprio focus su quelli che, Zelensky, ha ritenuto essere “i temi più complessi del quadro di base per la fine della guerra, in particolare la questione della centrale nucleare di Zaporizhzhia e dei territori”.