Un cachet da 379 euro, sette giorni di lavoro come comparsa e una richiesta di restituzione da oltre 21mila euro. È attorno a questi numeri che si è aperto il contenzioso tra un pensionato trentino e l’Inps, finito davanti al Tribunale di Trento. Un procedimento che, almeno per il momento, si è concluso con una battuta d’arresto per l’ente previdenziale: la giudice del lavoro Giuseppina Passarelli ha infatti sospeso le trattenute sulla pensione, accogliendo il ricorso d’urgenza presentato dall’avvocato Filippo Valcanover.

La regola di “Quota 100”

Il pensionato aveva partecipato nel 2021 come figurante al film Vermiglio, scritto e diretto da Maura Delpero e premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’Argento. Un’esperienza limitata a poche scene, vissuta più come una passione che come un’attività lavorativa vera e propria. Ma tanto è bastato all’Inps per contestargli la violazione del divieto di cumulo tra pensione “Quota 100” e redditi da lavoro dipendente.

Il recupero forzoso

Secondo l’ente di previdenza, quei sette giorni di impiego come comparsa — inquadrato formalmente come lavoratore dipendente a tempo determinato — avrebbero fatto decadere il diritto all’intero trattamento pensionistico per l’anno 2021. Da qui la richiesta di restituzione di oltre 21mila euro, corrispondenti alle somme già erogate. La comunicazione di addebito è arrivata nel dicembre 2024. Il ricorso amministrativo presentato dal pensionato è stato respinto dall’Inps nel giugno 2025. Ad agosto, infine, l’ente ha disposto il recupero forzoso delle somme, prevedendo una trattenuta mensile di circa 292 euro per 72 rate. Un provvedimento che ha spinto l’uomo a rivolgersi al Tribunale del lavoro.