Il rientro a scuola, a Vanchiglia, nell’istituto comprensivo Gino Strada, ha secondo i genitori un sapore tra l’amaro e il surreale. Le lezioni qui erano state sospese improvvisamente il 18 dicembre in occasione dello sgombero del centro sociale Askatasuna lasciando a casa 400 bimbi.

Solo questa mattina i piccoli sono tornati in classe camminando su marciapiedi resi inagibili dai tanti nastri rossi e bianchi che delimitavano il percorso, con genitori che hanno faticato non poco a trovare parcheggio visti i tanti posti auto dichiarati inutilizzabili da cartelli di divieto di sosta temporaneo in corso Regina.

“Era pieno di polizia. Altro che normalità!”, spiega Nicole, una delle tante mamme. In via Balbo, gli agenti hanno fermato diversi passanti chiedendo informazioni su dove stessero andando. “Una scena un po’ surreale, con i bambini circondati da divise, furgoni, controlli, che ha creato un po’ d’ansia”, afferma Paolo, uno dei papà, stringendo tra le mani lo zaino del figlio.

Un rientro anomalo, insomma. In un quartiere che appare sospeso: non del tutto chiuso, ma nemmeno tornato a quella normalità auspicata da diversi residenti. Così cresce il fastidio di quei genitori, costituitisi in comitato, che nei giorni scorsi hanno scritto al prefetto, e in copia conoscenza al sindaco e al questore (come raccontato su Repubblica di ieri, martedì), manifestando disagio e rabbia per l’interruzione delle lezioni il 18 dicembre e timore che la palazzina sgomberata di fianco alla scuola diventi terra di nessuno.