L’impero di Brigitte Bardot finisce nelle mani di Ghyslaine Calmels-Bock, direttrice generale della Fondation che porta il nome di BB, ente non profit creato dall’attrice e attivista francese nel 1986, per la difesa dei diritti degli animali. E forse di un giudice. All’ente che ha una governance blindata da BB, per la presenza nel consiglio di rappresentanti dei tre ministeri chiave - Interno, Ecologia, Agricoltura - al fine di garantire controllo sulla conformità legale, gestionale e finanziaria, farà capo una fetta del patrimonio da circa 70 milioni che Calmels-Bock dovrà difendere in sede giudiziaria. La ricchezza è costituita di un 20% di liquidità e titoli, ma in prevalenza da immobili, diritti e asset conferiti alla Fondation a cui BB ha concesso la nuda proprietà degli asset, mentre l’usufrutto l’aveva mantenuto lei fino alla morte. Adesso l’ente acquisirà quasi tutta la ricchezza che sarà gestita dalla manager a capo dell’organizzazione, dell’attività quotidiana, inclusi i rifugi, campagne e iniziative di tutela animale. Il testamento di BB, rimarca l’attribuzione dei suoi averi all’ente, con una quota all’unico erede, il figlio Nicolas Jacques Charrier, 65 anni, avuto da Jacques Charrier, che secondo la legge francese, ha diritto ad una quota di “legittima” del 50%: il figlio ha avviato una causa, perchè l’attrice ha da tempo lasciato all’ente che gestisce i cani (suoi e non solo), molti asset. Parte degli immobili donati in vita alla Fondation sono protetti e non reclamabili, ma la divisione dei beni sarà chiarita in tribunale.
Brigitte Bardot, il patrimonio milionario: dalla “Madrague” fino ai Btp italiani. Le cifre (compresi diritti d'immagine e royalties)
L’impero di Brigitte Bardot finisce nelle mani di Ghyslaine Calmels-Bock, direttrice generale della Fondation che porta il nome di BB, ente non profit creato dall’attrice e attivista...













