Caricamento player
Il regista ungherese Béla Tarr, tra i più importanti interpreti del cinema d’autore europeo, è morto a 70 anni. Era noto per la sua lunga collaborazione con lo scrittore ungherese László Krasznahorkai, il vincitore del premio Nobel per la Letteratura del 2025, e per aver diretto Satantango, film dalla durata di 7 ore ispirato al suo romanzo più famoso. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa ungherese MTI, che ha scritto che Tarr è morto dopo una lunga malattia.
Con la sua predilezione per il bianco e nero, la sua tendenza a utilizzare lunghissimi piani sequenza (cioè scene girate in un’unica ripresa) e i ritmi estremamente lenti e contemplativi dei suoi film, Tarr si era affermato con uno stile molto personale, riconoscibile e apprezzato, che influenzò un’intera generazione di registi d’essai. I due esempi più noti sono Jim Jarmusch e Gus Van Sant, che hanno raccontato in più occasioni quanto Tarr sia stato un riferimento importante per loro.
I luoghi più rurali e periferici dell’Ungheria erano spesso lo sfondo dei film di Tarr, che avevano al centro temi come l’esistenzialismo, il tempo e la crisi delle utopie collettive. Insieme a Satantango, il film più identificativo di Tarr è Il cavallo di Torino, l’ultimo che diresse insieme alla moglie Agnes Hranitzky. Era incentrato sul breve periodo in cui il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche visse a Torino, e vinse l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 2011.











