Mondo del cinema in lutto. È morto Béla Tarr, il regista e sceneggiatore ungherese 70enne si trovava a Budapest. La notizia della scomparsa è stata confermata dal regista Bence Fliegauf all’agenzia di stampa ungherese Mti, in rappresentanza della famiglia del cineasta.

Tarr ha collaborato per tutta la vita con una ristretta cerchia di fidati collaboratori: la moglie e co-regista Ágnes Hranitzky, il compositore Mihály Víg, lo scrittore e sceneggiatore László Krasznahorkai e il direttore della fotografia Fred Kelemen. Con Krasznahorkai ha realizzato le opere più celebri, instaurando un sodalizio creativo durato decenni. È stato una figura centrale del cinema europeo contemporaneo, che ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità.

Nato a Pécs il 21 luglio 1955, Tarr si è distinto per uno stile caratterizzato da lunghi piani sequenza, una forte componente nichilista e, nella seconda parte della carriera, dal bianco e nero. Nonostante il successo di critica, i suoi film sono rimasti poco noti al grande pubblico, ma opere come “Sátántangó”, “Le armonie di Werckmeister” e “Il cavallo di Torino”, sceneggiati con lo scrittore ungherese László Krasznahorkai, Premio Nobel della Letteratura 2025, sono considerate tra i capolavori assoluti del cinema ungherese ed europeo.