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Da giorni Grok, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da una delle aziende di Elon Musk e che può essere interpellato direttamente sul social network X, è al centro di molte polemiche per via di una funzione che consente di modificare le immagini caricate sulla piattaforma. Migliaia di utenti la stanno usando per denudare le persone ritratte: spesso si tratta di donne o di persone minorenni, raffigurate in biancheria intima o in contesti degradanti. Le immagini alterate vengono poi diffuse sulla piattaforma senza il consenso delle persone coinvolte.

La funzione è stata resa accessibile a tutti tra il 24 e il 25 dicembre, dopo un periodo in cui era stata riservata soltanto agli utenti della piattaforma che avevano sottoscritto almeno un abbonamento di livello premium, quello intermedio. Le prime immagini di persone denudate senza consenso circolavano già nei giorni successivi al rilascio della funzione, ma la diffusione è aumentata particolarmente intorno a Capodanno.

I cosiddetti nudifiers, programmi basati sull’intelligenza artificiale che permettono di spogliare digitalmente i soggetti delle foto, esistono già da alcuni anni, ma finora erano rimasti perlopiù confinati in spazi marginali e poco visibili, come gruppi chiusi o canali Telegram. Il fatto che una funzione di questo tipo sia stata implementata anche su X, una piattaforma accessibile a chiunque e con più di 500 milioni di utenti mensili, ha ampliato notevolmente la portata del fenomeno e le sue possibili conseguenze: in tutto il mondo sta generando discussioni legate alla tutela della privacy, al consenso delle persone ritratte e alle responsabilità della piattaforma nella diffusione di questi contenuti.