«Sono indignato: siamo davanti a un reato». Raffaele Della Valle è furioso. Il caso del maxischermo della stazione Centrale di Milano che proietta giorno e notte uno spot per il No alla riforma della giustizia, dice a Libero il celebre avvocato e membro del comitato “Sì separa”, «mi ha fatto sobbalzare sulla sedia». Perché, spiega, «io sono favorevole al confronto aperto e anche duro, ma a patto che sia onesto e basato sui fatti, non su plateali falsità come in questo caso».

Si riferisce alla scritta «Vorresti giudici che dipendono dalla politica?», avvocato?

«Sì, perché si tratta di un’informazione falsa e pertanto passibile del reato previsto dall’articolo 656 del codice penale, che punisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Ed è proprio questo il caso, visto che si crea confusione nell’elettorato».

Ci spieghi meglio.

«Lo schermo si trova in un luogo pubblico per cui è assimilabile al mezzo stampa. E poi c’è un’associazione privata, l’associazione nazionale magistrati, che diffonde deliberatamente informazioni distorte e inventate per manipolare l’opinione pubblica con lo scopo di influenzare il corpo elettorale. Con l’aggravante che l’Anm si approfitta di chi è meno informato che è indotto a fidarsi di quello che dicono alcuni (per fortuna una minoranza) magistrati».