OCCHIOBELLO (ROVIGO) - Emergono nuovi elementi sull’accoltellamento avvenuto domenica sera davanti al Bar Pasticceria San Lorenzo di via Roma a Occhiobello. I carabinieri hanno infatti contestato al trentenne arrestato il reato di tentato omicidio non solo nei confronti del titolare del locale, ma anche del figlio Dhimitri Cobani, rimasto coinvolto nella violenta colluttazione scoppiata all’esterno del bar nel tentativo di aiutare il padre.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nella serata di domenica alcuni equipaggi delle stazioni limitrofe al comune di Occhiobello sono intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 dalla centrale operativa di Castelmassa. L’allarme parlava di due uomini a terra nei pressi di una piazza, al termine di una feroce lite.
Giunti sul posto, i militari hanno trovato l’albanese 30enne, poi arrestato, che stringeva ancora in mano l’impugnatura di un coltello spezzato. Poco distante un altro uomo, Cobani padre, di 52 anni, che presentava vistose ferite a un fianco all’altezza delle costole. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza e presidiata per consentire i rilievi e la raccolta delle prime testimonianze tra i presenti.
Dagli accertamenti eseguiti nell’immediatezza, i carabinieri hanno ricostruito che poco prima era scoppiata una violenta lite tra tre persone: il titolare del bar, il figlio di quest’ultimo, che gestisce l’attività del locale, e il trentenne poi arrestato. In base alla ricostruzione, il comportamento fortemente molesto del 30enne, che nonostante fosse già ubriaco pretendeva gli venisse servito dell’altro alcol, avrebbe indotto padre e figlio ad accompagnarlo fuori dal locale. All’esterno sarebbe quindi nata una colluttazione tra i tre, degenerata nell’accoltellamento.






