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Da quando gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro, lo scorso sabato, Donald Trump e la sua amministrazione hanno cominciato a minacciare vari altri paesi dicendo che potrebbero essere i prossimi a subire un intervento militare. Le principali minacce sono state rivolte alla Groenlandia, a Cuba e alla Colombia: Trump ha usato toni aggressivi e intimidatori irrituali per un presidente, ma non inediti per lui.
Ha detto per esempio che gli Stati Uniti hanno «assolutamente bisogno» della Groenlandia, un’enorme isola che fa parte del Regno di Danimarca con grandi autonomie e un proprio governo. Da mesi Trump sostiene che la Groenlandia dovrebbe diventare un territorio statunitense, principalmente per via delle ingenti riserve di metalli rari. Aveva già minacciato di occuparla con la forza e in questi giorni ha presentato il suo controllo come una questione di sicurezza nazionale. «È così strategica ora. È circondata dalle navi russe e cinesi», ha detto, accusando la Danimarca di non essere in grado di proteggerla.
Queste dichiarazioni hanno aperto un nuovo scontro diplomatico con la Danimarca, alimentato anche da alcuni post e affermazioni fatte sui social da alleati di Trump. Domenica Katie Miller, la moglie di uno dei principali consiglieri di Trump (Stephen Miller), ha pubblicato una cartina della Groenlandia campita con i colori della bandiera degli Stati Uniti e la didascalia in inglese «Presto».












