Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Gli azzurri hanno chiesto al ministro Nordio di ispezionare i magistrati coinvolti nello scandalo e al titolare delle Imprese Urso di verificare la condotta della Rai
Lo scandalo Bellavia-Ranucci-Report continua ad agitare la politica. Forza Italia ha fatto un passo avanti, presentando un'interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio, per chiedere ispezioni sui numerosi magistrati coinvolti nella vicenda, e al ministro delle Imprese Adolfo Urso, riguardo alla condotta della Rai. Il documento è stato firmato dai capigruppo degli azzurri al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, a cui si sono affiancati i senatori Rosso e Zanettin e i deputati D’Attis, Pittalis, Bicchielli, Castiglione e Tenerini.
"Il rinvio a giudizio disposto dalla Procura di Milano a carico di una ex collaboratrice del commercialista dottor Gian Gaetano Bellavia, consulente da molti anni di Procure della Repubblica e fonte di notizie di Report, accusata di aver sottratto, fra il 18 giugno e il 25 settembre 2025, numerosi dati dallo studio commercialista, ha suscitato enorme scalpore e indignazione per il coinvolgimento di vertici della magistratura e l'informazione televisiva", si legge nell'interrogazione. "Risulta, infatti, che il dottor Bellavia, che collaborava con numerosi magistrati e con il programma Report, detenesse materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche della trasmissione televisiva". Secondo Forza Italia, il furto di file da parte di una collaboratrice del commercialista "induce a ritenere che vis sia il rischio di un maxi-dossieraggio", considerando anche il fatto che, da quanto emerso fino ad ora, pare che nello studio di Bellavia "ci sarebbero materiali riguardanti anche numerosi esponenti politici, tra i quali Berlusconi e Craxi, imprenditori finanziari e magistrati che nel tempo hanno cambiato incarico o sono andati in pensione, dettaglio che lascia presupporre che la raccolta dei dati risale a molti anni".






