Siamo solo all’inizio. E le ipotesi che si riportano sotto sono state testate solamente in laboratorio, quindi ci vorrà tempo prima di arrivare ad un farmaco da impiegare nell’uomo. Ma quanto presenta una ricerca pubblicata su Science Signaling, condotta dagli esperti degli University Hospitals e della Case Western Reserve University di Cleveland coordinati da Jonathan Stamler, apre la strada a prospettiva davvero affascinanti. Bloccando un particolare enzima, infatti, sarebbe possibile agire contemporaneamente su tre meccanismi che, passando attraverso l’azione del tessuto adiposo, aumentano significativamente il rischio di infarto ed ictus. Le prime sperimentazioni hanno mostrato infatti che in laboratorio agendo su questo enzima si può ridurre il colesterolo LDL, diminuire il peso corporeo e trattare la steatosi epatica, con un’azione combinata ed efficace sul tessuto adiposo. Con un’unica terapia, questa almeno è la speranza, si potrebbe quindi affrontare a 360 gradi il dismetabolismo lipidico che mette a rischio il cuore.
Tenete in forma il fegato, se volete proteggere il cuore dall’infarto
22 Dicembre 2022
Al centro l’ossido nitrico
L'ossido nitrico è fondamentale nell’ambito dell’organismo umano, con particolari effetti che vanno oltre l’attività di vasodilatazione sulle arterie. Influisce infatti sulla non solo sul benessere dell’apparato cardiovascolare, ma anche sul sistema nervoso e sulla risposta immunitaria. Non solo: favorendo la sintesi di mitocondri oltre ad agire sui muscoli può influire positivamente sul colesterolo. Per esercitare i suoi effetti, tuttavia, deve legarsi a proteine: un legame eccessivo o insufficiente dello stesso ossido nitrico a proteine fondamentali può dar luogo a condizioni patologiche. Gli esperti americani hanno scoperto un nuovo enzima (SCoR2) che rimuove l'ossido nitrico dalle proteine ??che controllano l'accumulo di grasso. La rimozione dell'ossido nitrico ha attivato la sintesi dei grassi, dimostrando che SCoR2 è necessario per la produzione di tessuto adiposo.






