Finale burrascoso delle vacanze nelle 'Galapagos dell'Oceano Indiano' per oltre 400 turisti stranieri, tra cui un'ottantina di italiani, rimasti bloccati a Socotra, la remota isola dello Yemen indirettamente interessata dalle forti tensioni militari nella parte continentale del Paese.

L'acuirsi del conflitto tra i separatisti sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti e le fazioni governative appoggiate da Riad ha infatti portato alla sospensione dei voli dall'aeroporto locale. E al momento non è dato sapere con certezza quando potranno rientrare.

"Siamo qui in attesa", spiega all'ANSA una turista italiana che si trova lì. Mentre aspettano che la situazione si sblocchi, gli italiani in vacanza sull'isola, considerata un paradiso di biodiversità e inserita nella lista dei patrimoni Unesco, restano dunque negli hotel e campeggi in cui avevano trovato alloggio attraverso diversi tour operator. "Stiamo bene, ma la situazione non è confortevole e non abbiamo informazioni sul nostro rientro", rassicura la donna via Whatsapp, chiedendo di non essere citata per nome. "La gente del posto è molto gentile e ci sta ospitando", ha proseguito, per poi precisare: "Non siamo in 'paradiso' come dicono, ma ammassati negli hotel perché solo qui c'è la connessione" internet con cui possiamo comunicare ed avere informazioni. Nel frattempo, l'Unità di Crisi della Farnesina lavora con agenzie turistiche e l'Ambasciata a Riad per agevolare il rientro del gruppo, fa sapere il Ministero degli Esteri. L'intero Yemen, comunque, è indicato dalle autorità italiane come area a rischio già da mesi: un avviso pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri il 31 ottobre 2025, ancora valido, ricorda infatti che recarsi nel Paese "è assolutamente sconsigliato", così come viaggiare su tutto il territorio yemenita, "inclusa l'isola di Socotra".