Poco più di un anno, ed è già terminato il regno di Ruben Amorim: all'Old Trafford si conferma la maledizione del post-Ferguson.
Da quando Sir Alex si è ritirato, nel maggio 2013, è stato un susseguirsi sfortunato di tecnici, decani della panchina e giovani promesse, tutti invariabilmente licenziati.
Dopo il lungo regno dello scozzese, che in 27 anni ha vinto tutto, negli ultimi 12 si sono alternati 10 diversi allenatori. L'ultimo della lista, Amorim, che era ritenuto un fenomeno della panchina negli anni alla guida dello Sporting Lisbona, e oggi è stato esonerato al termine di 14 mesi con la più bassa media di vittorie (32%) per un tecnico dello United nell'era Premier League. Non solo: anche la peggiore percentuale di gol subiti a partita (1,53) e la più bassa percentuale di partite senza reti al passivo (solo il 15% di clean sheet). Il tecnico lusitano paga lo sfogo in sala stampa al termine del pareggio sul campo del Leeds. Sotto pressione da mesi, Amorim ha accusato la dirigenza di continue ingerenze, raccontando di un burrascoso confronto con l'attuale direttore sportivo dei Red Devils, Jason Wilcox.
"Sono qui per fare il manager, non l'allenatore", aveva dichiarato Amorim, rivendicando quell'autonomia di gestione e programmazione che evidentemente non ha mai avuto da quando è arrivato a Manchester, il primo novembre 2024. Mercoledì, contro il Burnley, toccherà all'attuale allenatore dell'Under 18, Darren Fletcher, scegliere la formazione; nel frattempo lo United cercherà un allenatore d'esperienza a cui affidare la squadra almeno fino al termine della stagione, per non compromettere l'ennesima annata, dopo il sesto posto raggiunto da Amorim lo scorso anno (e la finale di Europa League persa di misura contro il Tottenham).












