Negli anni trascorsi dalla morte del fratello ha rilasciato pochissime dichiarazioni e presenziato solo a qualche cerimonia pubblica.
Anna Falcone, sorella di Giovanni Falcone, il magistrato assassinato a Capaci il 23 maggio del 1992, ha scelto di stare dietro le quinte, pur lavorando, insieme alla sorella Maria, alla creazione della fondazione intitolata al giudice e credendo fermamente nell'importanza di tener viva la memoria. Tre figli, moglie di un imprenditore, Anna Falcone è morta oggi a Palermo all'età di 95 anni. Era malata da tempo.
"La vita a Palermo è difficile. Di antimafia si parla molto ma si fa ancora troppo poco", disse nel 1997 in un'intervista a un mensile religioso che suscitò molte reazioni. "Ci sono dei momenti di scoramento - spiegò-. Ho perso un fratello, una cognata, abbiamo anche avuto delle intimidazioni al cantiere di mio marito dopo la strage. Siamo stati coraggiosi a restare, ma poi vedo che di mafia si parla molto ma si fa poco per combatterla". Uno scoramento che si fece indignazione quando nel 2000 si riconobbe all'ex boss Giovanni Brusca, il capomafia che schiacciò il telecomando a Capaci, lo status di collaboratore di giustizia. "E' la giornata peggiore della mia vita dopo quel 23 maggio di otto anni fa. E' come se avessero ucciso un'altra volta Giovanni: la verità è che la sua morte non è servita a nulla", dichiarò. "E' il carnefice di mio fratello - disse - l'uomo che ha premuto il telecomando a Capaci; il macellaio che ha assassinato decine e decine di persone come scarafaggi; il 'maiale', come lo chiamavano i suoi stessi accoliti, che ha sciolto nell' acido un ragazzino dopo averlo strangolato. Mi chiedo: ma come si può fare a credere a un uomo così?" Parole pesanti seguite a un silenzio di anni. Prima dei tre fratelli, per via della differenza di età, ha avuto un rapporto particolare con Giovanni Falcone a cui ha fatto da madre.











