María Corina Machado, Nobel per la pace e leader dell’opposizione alla dittatura chavista, ha detto che è giunta l’ora della libertà, con una dichiarazione in cui afferma che il presidente Nicolás Maduro «da oggi in poi dovrà affrontare la giustizia internazionale per crimini atroci», invitando al contempo i cittadini a rimanere «vigili, attivi e organizzati» per avanzare verso una transizione democratica. I fatti venezuelani riguardano anche la politica italiana e a una cittadina sia venezuelana sia italiana abbiamo chiesto di chiarire cosa sta accadendo. Mariela Magallanes è un deputato dell’Assemblea Nazionale venezuelana che è dovuta fuggire nel nostro paese dopo essersi rifugiata nella nostra ambasciata a Caracas.

Rappresentante dell’Assemblea Nazionale in Italia, è stata membro delle delegazioni dell’opposizione che hanno tentato col regime il negoziato per arrivare a quelle elezioni il cui risultato però poi Maduro non ha rispettato. Le abbiamo chiesto un commento sugli ultimi sviluppi in Venezuela, con l’operazione per cui Nicolás Maduro e la moglie sono stati arrestati e portati negli Stati Uniti.

«La mattina del 3 gennaio ci siamo svegliati per informazioni che arrivavano direttamente dal Venezuela su esplosioni e anche altre situazioni che si stavano verificando. Nel trascorso della giornata, Trump ha informato prima che c’era stato un attacco militare alle basi militari del Venezuela; successivamente che avevano preso Nicolás Maduro con la moglie, e li avevano portati via. Il regime ha fatto un pronunciamento ufficiale in cui ha condannato questo attacco, lo ha denunciato alla comunità internazionale e ha esortato il popolo a scendere in strada per difendere la patria. Ma non ha risposto all’appello quasi nessuno. In questo momento in Venezuela c’è una calma tesa; la gente aspetta la possibile disarticolazione del regime di Nicolás Maduro».