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Dopo la clamorosa cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, la Corte Suprema venezuelana ha nominato come presidente ad interim la vicepresidente, Delcy Rodríguez. È stato l’ultimo sviluppo di una giornata assai confusa, in cui non era chiaro cosa sarebbe successo: tuttora rimangono molte domande sul futuro del Venezuela e sulle modalità con cui sarà amministrato il paese.
Sabato mattina Rodríguez era stata una delle prime leader del regime a intervenire pubblicamente dopo l’operazione militare statunitense, condannandola e chiedendo agli Stati Uniti di provare che Maduro fosse ancora vivo dopo la cattura. Durante la conferenza stampa nel pomeriggio, Trump aveva sostenuto che Rodríguez avesse parlato con il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, dicendosi disposta a collaborare con gli Stati Uniti. Trump aveva sostenuto anche che Rodríguez fosse già stata nominata presidente del Venezuela, cosa su cui in quel momento non c’erano conferme.
Poche ore dopo Rodríguez aveva contraddetto questa versione in un discorso alla nazione in cui aveva definito Maduro «l’unico presidente» del Venezuela, aveva accusato gli Stati Uniti di voler rovesciare il governo venezuelano per appropriarsi delle risorse naturali del paese e aveva detto che il Venezuela non sarà mai «la colonia di un impero». I media statali l’avevano presentata ancora come vicepresidente, poi c’è stato il passaggio della Corte Suprema.










