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5 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:50

Fabio Giomi, il cassiere 62enne licenziato e poi reintegrato al lavoro per con il controverso “test del carrello” ha deciso di non tornare al lavoro in Pam. Il lavoratore ha scelto di chiudere definitivamente il rapporto con l’azienda, avvalendosi della possibilità prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori di ricevere l’indennità sostitutiva: 15 mensilità come risarcimento per l’allontanamento giudicato discriminatorio.

Dopo la sentenza del 29 dicembre, Giomi era stato richiamato il 31 dicembre, ma ha preferito dire di no, preoccupato anche per un possibile clima ostile sul posto di lavoro. “Questa sua decisione – spiega Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil senese – nasce dai due mesi di alta tensione mediatica e personale che Fabio ha vissuto, con un conseguente deterioramento psicologico. Ha anche capito che il clima per rientrare al lavoro non era dei migliori e ha preferito l’indennità risarcitoria. Ci ha riferito di avere diverse proposte di lavoro da valutare, ma ora ha bisogno di un periodo di riposo”.