AVIANO (PORDENONE) - Non aveva i soldi per mettere benzina nell’auto a causa dello shutdown, la serrata che ha tenuto fermi gli Stati Uniti dal primo ottobre scorso bloccando per un mese lo stipendio anche ai dipendenti italiani della Base di Aviano. E così era rimasto a casa per una settimana: gli sono stati sottratti 633 euro per “assenza non giustificata” nella busta paga relativa al mese di dicembre.
È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Jovan Franco Cascardo, 41 anni, meccanico esperto di origine argentina residente nell’Udinese a Camino al Tagliamento, si è licenziato. È lui stesso a raccontare quello che è accaduto: «Mi sono sentito solo, non supportato né dal sindacato né dai colleghi italiani». Quello era un ambiente lavorativo che non sentiva più suo. «E non per gli americani - precisa - con cui non c’erano problemi e mi trovavo bene».
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«Abito a più di 40 chilometri di distanza e ho chiesto tramite il sindacato un’assistenza - racconta -: lo stipendio non era arrivato e non avevo letteralmente i soldi per mettere benzina in quei giorni». Il dipendente percorreva ogni giorno circa 80 chilometri tra andata e ritorno, per una spesa di circa 400 euro al mese. Operava come meccanico heavy duty su mezzi militari in Base, un lavoro specializzato e faticoso. La paga doveva arrivare il 27 ottobre scorso, ma in quel periodo c’era lo shutdown. «Il 26 ci avevano detto “è tutto apposto arriviamo a un accordo”, poi lo stipendio non è arrivato». A inizio novembre quindi è rimasto a casa per una settimana e a dicembre la sorpresa: «Mezzo stipendio sparito per una settimana in cui non potevo neanche permettermi la benzina». Il lavoratore sottolinea anche il senso di isolamento: «Mi sono sentito lasciato solo, nonostante avessi chiesto assistenza a tutti. In quei giorni avevo chiesto: “Venite a prendermi, mettetemi nei miei panni”. Ma in realtà hanno detto che non c’era una motivazione per l’assenza. Ho chiesto aiuto a tutti, ma nessuno mi ha teso la mano».






