Matteo Salvini, sul Venezuela, sceglie una linea meno trumpiana di quella tracciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo ventiquattro ore di riflessione e silenzio, sui social il leader della Lega posta un video di venezuelani esultanti per dire che “nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo”. Ma passa, subito dopo, ai dubbi sull’intervento militare: “Per la Lega – scrive – la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro». Di più, nel solco delle parole del Papa, “chiede di garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto”. Una critica implicita a chi quella sovranità l’ha appena violata. Nonché una posizione ben diversa da quella sostenuta dalla premier, secondo la quale l’attacco Usa è stato “legittimo” e “difensivo”.
Meloni sostiene la Casa Bianca: “In Venezuela un’azione difensiva legittima”
di Tommaso Ciriaco
04 Gennaio 2026
Una benedizione che da ieri le opposizioni commentano con indignazione e stupore: “Oggi l'entourage di Trump arriva a minacciare l'invasione della Groenlandia», nota il leader di +Europa Riccardo Magi. “In questo caso, fino a dove si spingerà l'asservimento di Meloni all'amministrazione Usa? Dirà che è legittima difesa?”.












