I pro-Pal fiorentini non sembrano gradire i giocatori israeliani. I viola hanno ufficializzato l’ingaggio di Manor Solomon, esterno israeliano classe 1999, proveniente dal Tottenham e reduce dagli ultimi sei mesi in prestito al Villareal. Ma alla sinistra fiorentina il nuovo esterno d’attacco della squadra cittadina - ultima in campionato - non piace. Il giocatore non ha fatto in tempo a sostenere le tradizionali visite mediche, e a dichiarare la soddisfazione per la convocazione, che è partito un fuoco di fila di polemiche. Parte dei tifosi viola hanno accolto con polemica la scelta del calciatore 29enne. Una contestazione da tastiera non per l’aspetto tecnico della scelta, quanto il sostegno del fuoriclasse israeliano all’intervento militare nella Striscia di Gaza dopo l’attacco terrooristico del 7 ottobre 2023. Solomon si era schierato apertamente contro i miliziani.
Ricordando cje «Hamas è un’organizzazione terroristica con un'unica missione: spazzare via gli ebrei dal pianeta, uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele». Dalla tifoseria violatradizionalmente vicina alla sinistra- la scelta non è stata gradita. Il collettivo “Calcio Rivoluzione” contesta al giocatore israeliano di aver «partecipato a programmi governativi di supporti soldati dell’Idf» (le forze armate israeliane), schierandosi nelle «campagne per il ritorno degli ostaggi». Parole che hanno fatto subito il giro del web, con il profilo ufficiale della Fiorentina preso d’assalto da una pioggia di post con contorno di bandiere palestinesi. Sulla pagina Facebook “Indipendenti e Suffering Fiorentina” il dibattito - più che sulla deludente performance calcistica - è proprio sulla persona. I pro-Pal fiorentini ci tengono a puntualizzare che prendono «le distanze dal calciatore appena arrivato», per quanto «espresso su quel che accade in Palestina», scandiscono. Come se non bastasse a Sesto Fiorentino l’assessore Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra italiana di Firenze si è premurato di contestare la scelta «di chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu»puntualizzando che non è «il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina».











