Con l’Antitrust Ue non si scherza. La sua scure è lenta, ma inesorabile. Lo scorso 15 dicembre la Commissione ha bastonato un cartello delle batterie auto per avviamento che per circa 12 anni avrebbe tenuto artificialmente il prezzo dei prodotti giocano sul costo del piombo, materiale fondamentale per la realizzazione degli accumulatori di energia. La multa, per complessivi 72 milioni, ha colpito l’americana Exide, l’italiana FIAMM Energy Technology (FET) e la rumena Rombat, oltre a Eurobat, l’associazione europea dei produttori di batterie ricaricabili. L’ha scampata, invece, l’americana Clarios, graziata per aver denunciato il cartello e collaborato con le autorità. Giustizia è fatta? Non proprio. Le accuse, infatti, si riferiscono al periodo 2005-2017. E tra le società condannate a pagare c’è anche la vicentina Elettra 1938 (poi diventata Horien), che dovrebbe sborsare circa 15 milioni di euro. La sua colpa? Essere stata fino al 2016 la controllante di Fiamm, ramo d’azienda poi conferito a Fet e acquistato nel 2017 dal gruppo Hitachi. Per Bruxelles Eelettra è il successore economico e giuridico delle entità FIAMM Automotive S.p.A. e Fabbrica Italiana Accumulatori Motocarri Montecchio – F.I.A.M.M. S.p.A. E su tale presupposto di continuità la multa è stata comminata.
Per difendere la concorrenza l’Ue azzoppa la competitività | Libero Quotidiano.it
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