In Italia le sofferenze bancarie sono ai minimi storici. Nel 2025, secondo un'analisi del Centro studi di Unimpresa, lo stock complessivo dei crediti deteriorati è sceso sotto la soglia dei 50 miliardi di euro, il livello più basso degli ultimi decenni. I cosiddetti Non Performing Loans – mutui, prestiti e altri finanziamenti che non vengono rimborsati – negli ultimi anni sono stati oggetto di un significativo piano di risanamento, di cui adesso si vedono i risultati. Rispetto al 2025 i crediti deteriorati sono diminuiti dell'85 per cento. Oggi ammontano a poco più di 48 miliardi di euro.
«I dati sulle sofferenze bancarie confermano un fatto ormai difficilmente contestabile: il sistema del credito italiano ha compiuto una trasformazione profonda ed è oggi più sano, più prudente e più resiliente rispetto al passato», ha affermato il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora. Le sofferenze bancarie in Italia si sono ridotte drasticamente nell'arco di un decennio. Dal 2015 al 2025 lo stock complessivo dei crediti deteriorati è sceso da 337,1 miliardi a 48,6 miliardi di euro, indica il report di Unimpresa, con una contrazione di 288,5 miliardi (-85,6%). Così il rischio di credito è tornato su livelli storicamente contenuti.






