Poi il messaggio al popolo: «Restiamo vigili, attivi e organizzati fino al completamento della Transizione Democratica. Una transizione che ha bisogno di tutti noi. Venezuelani che vi trovate nel nostro Paese, siate pronti a mettere in pratica quanto vi comunicheremo prossimamente attraverso i nostri canali ufficiali», aggiunge Machado, «abbiamo bisogno che i venezuelani all'estero si mobilitino, che attivino i governi e i cittadini del mondo e li impegnino ora nella grande operazione di costruzione del nuovo Venezuela. In queste ore cruciali, vi prego di accettare tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio amore. Restiamo vigili e in contatto».

Parla di «momenti decisivi» il presidente eletto, Edmundo Gonzàlez Urrutia: «Venezuelani, sappiate che siamo pronti per la grande operazione di ricostruzione della nostra nazione». Festeggiano i venezuelani costretti a vivere fuori dal proprio paese. Dagli Stati Uniti all’Italia, emozione e incredulità e voglia di tornare il prima possibile in patria per essere protagonisti di quella libertà sinora negata. Sono oltre nove milioni i venezuelani costretti a vivere all'estero per motivi politici, economici, sociali e di sicurezza. La maggior parte di loro non vede l’ora di poter tornare a casa.