Gli italiani restano un popolo profondamente legato al cibo, vissuto come esperienza sociale prima ancora che nutrizionale. Secondo l’indagine condotta da Acadèmia, oltre otto persone su dieci cucinano soprattutto per gli altri - famiglia o amici - mentre solo una minoranza prepara i pasti esclusivamente per sé. Per il 95% degli intervistati, mangiare è un momento di condivisione, e per il 65% dedicare almeno mezz’ora alla preparazione dei piatti è un’abitudine consolidata. Il tempo trascorso ai fornelli aumenta quando si cucina per qualcuno: un gesto che diventa cura, attenzione e relazione.

Mangiare fuori meno, scegliere meglio

Complice l’aumento dei prezzi e un potere d’acquisto più fragile, l’82% degli italiani mangia fuori casa al massimo una volta a settimana. Quando lo fa, predilige ristoranti italiani e pizzerie, seguiti da locali etnici e, più distaccati, dall’alta cucina. I fast food restano marginali. Nella scelta del locale contano soprattutto il servizio e la qualità dell’offerta gastronomica, più ancora dell’ambiente, spiega l’indagine.

La cucina etnica continua comunque a esercitare un forte fascino, soprattutto quella asiatica, scelta da oltre la metà degli intervistati. Seguono le proposte mediorientali ed europee, mentre le specialità sudamericane e messicane restano più di nicchia. Sempre più spesso, però, è il digitale a orientare le scelte: una persona su due sceglie il ristorante anche sulla base di ciò che vede online.