Il mondo non è mai stato così in guerra dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sono 59 le guerre in corso e ben 17 hanno registrato oltre 1000 morti, secondo quel Global Peace Index che ogni anno dal 2007 è compilato dall’Institute for Economics & Peace. E mai, negli ultimi 50 anni, la risoluzione positiva dei conflitti è stata a livelli così bassi. Negli anni Settanta il 49% delle guerre finiva con una vittoria di uno dei due contendenti: nel 2010 solo il 9%. Cinquant’anni fa il 23% dei conflitti si concludeva con un accordo di pace. Nel 2010 appena il 4%. A rendere più difficile la risoluzione c’è anche il fatto che sono sempre più internazionalizzati: 78 Paesi in questo momento sono impegnati in una guerra fuori dai propri confini. In generale, il calo della militarizzazione che durava da vent’anni si è arrestato: negli ultimi due anni è stato registrato un peggioramento di 106 Paesi nella classifica. E la spesa per la sicurezza militare globale ha raggiunto i 2400 miliardi di dollari. Ecco una carrellata dei conflitti più importanti ereditati dal 2025.

RUSSIA-UCRAINA È iniziata nella sua forma aperta con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, dopo un prologo con dichiarato iniziato dal 2014. Ad agosto ha già superato in durata quella che fu la Prima Guerra Mondiale per l’Italia, il prossimo giugno supererebbe l’intera Grande Guerra. In effetti, molti aspetti delle due si richiamano: trincee (ma con in più un uso massiccio di droni e missili), con avanzate e ritirate in prima linea e un significativo impatto umanitario ed economico. Su una popolazione di 41 milioni di abitanti l’Ucraina ha avuto 8 milioni di sfollati all’interno e 6-7 milioni di espatriati, creando la più grave crisi di rifugiati in Europa dal 1945. Morti e feriti sarebbero intorno al mezzo milione di ucraini e oltre un milione di russi.