Roma, 3 gen. (askanews) – Dopo l’operazione statunitense in Venezuela, la cattura del presidente Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flors, trasferiti in un luogo ignoto fuori dal Paese, cosa succederà in Venezuela è tutt’altro che chiaro. La Costituzione stabilisce che il potere deve passare alla vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez. Ma il futuro del regime è incerto e l’opposizione – all’interno e all’esterno del Paese – probabilmente considererà questo momento un’opportunità cruciale. L’opposizione venezuelana afferma da tempo che il legittimo presidente è il politico in esilio Edmundo Gonzalez. In mezzo a questa grande incertezza, sottolinea la Cnn, si profilano diversi scenari.

Viene seguito il percorso costituzionale. L’articolo 233 definisce il caso di “assenza assoluta” del presidente. La vicepresidente esecutiva – Delcy Rodríguez – prende il potere e convoca elezioni entro 30 giorni. Il neoeletto presidente rimane in carica per un intero mandato di sei anni.

CROLLO DEL REGIME: POSSIBILE RUOLO PER GONZALEZ URRUTIA

Il regime crolla e i suoi alti funzionari si dimettono o fuggono. Il candidato dell’opposizione più probabile è Edmundo Gonzalez Urrutia, che si era candidato alle elezioni del 2024. Gonzalez, accademico e diplomatico di lunga data, è ora in esilio in Spagna. E’ sostenuto dalla recente vincitrice del Premio Nobel per la Pace, l’attivista democratica María Corina Machado. Intervenendo a Oslo il mese scorso dopo aver ricevuto il Premio, Machado ha affermato che il suo movimento si stava preparando per “una transizione ordinata e pacifica” una volta che Maduro se ne fosse andato. A dicembre ha dichiarato che Gonzalez l’aveva invitata a ricoprire la carica di vicepresidente e che “la stragrande maggioranza” della polizia e delle forze armate avrebbe eseguito gli ordini della nuova amministrazione una volta iniziata la transizione politica.