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La sinistra "civile" si è schierata e allineata e la docente de La Sapienza provoca: "Adesso un decreto per l’invio di armi in Venezuela? Fino alla vittoria? Oppure no?"
La sinistra parlamentare in queste ore si affretta a prendere le distanze da Nicholas Maduro, pur condannando l'aggressione Usa, mentre la sinistra extraparlamentare si sta schierando pressoché compatta al fianco del dittatore venezuelano. Si parla di "rapimento" di Maduro e si organizza già la piazza contro gli Usa. Nel frattempo si stanno iniziando a esporre anche le prime linee della sinistra civile, che si stanno andando a posizionare in maniera pressoché allineata con la sinistra extraparlamentare. Tra questi anche Tomaso Montanari, dal 2021 rettore dell'Università per Stranieri di Siena, con un mandato che scadrà nel 2027.
"Il candidato al Nobel per la Pace Trump bombarda il Venezuela, in un evidente accesso di pacifismo. E rapisce il presidente e sua moglie… Lo stesso Trump che copre il genocidio di Gaza di una coltre fumogena che i complici o gli imbecilli chiamano pace", ha scritto sul suo profilo Instagram, pubblicando un'immagine dei bombardamenti notturni di Caracas. Ha scelto un'altra prospettiva, più provocatoria, per esprimere la propria posizione Donatella Di Cesare, docente di filosofia all'università La Sapienza di Roma, candidata ma non eletta in Calabria alle recenti elezioni regionali: "E adesso un decreto per l’invio di armi in Venezuela? Fino alla vittoria? Oppure no? Forse la guerra è giusta solo quando la fanno i nostri alleati. Forse l’aggressore cambia nome a seconda del passaporto. Forse il pacificatore è chi che bombarda meglio".






