Negli ultimi anni anche in Italia, patria dell’espresso tradizionale, è esploso un movimento nuovo: lo specialty coffee. Diffuso in principio principalmente negli Stati Uniti e in Scandinavia, questo approccio sposta il barista dal ruolo di semplice “preparatore di espresso” a curatore di materie prime tracciate, tostature calibrate e tecniche di estrazione scientificamente precise. Si tratta di un cambio di paradigma: il caffè non è più un’abitudine veloce da bar, ma un prodotto agricolo da conoscere, valutare e gustare, un’esperienza che celebra la filiera, dalla piantagione alla tazzina. In molte città italiane, da Nord a Sud, sono nate caffetterie che interpretano questa tendenza con personalità diverse, offrendo un dialogo tra cultura, design e gusto — e attirando una nuova generazione di appassionati curiosi di metodologie come pour-over, AeroPress, batch brew e cold brew, accanto alle interpretazioni di espresso più raffinate. Qui la nostra selezione.

(@Alberto Blasetti)

Roma

Faro – Luna by Faro – Aliena

A Roma, Faro è stato uno dei primi punti di riferimento per lo specialty coffee in Italia. Fondato nel 2016 da Dario Fociani insieme ad Arturo Felicetta e Dafne Natale Spadavecchia, il locale ha trasformato la caffetteria in un progetto culturale completo: ogni chicco viene tracciato, selezionato e tostato con cura, e la narrazione in tazza è accompagnata da continui momenti di formazione e divulgazione. Accanto alle estrazioni calibrate — dall’espresso alle varie tecniche filtro — si è sviluppata una cucina contemporanea stagionale che dialoga con la bevanda. Faro non è solo un bar ma uno spazio urbano ibrido, dove estetica e servizio s’incontrano in un’esperienza curata e consapevole.?