Con la nomina di Roberto Petri alla guida di Assoporti, è pace fatta tra Lega e Fratelli d’Italia: ora vanno nominati i segretari generali. Il più gettonato è Luca Lupi, ma in molte Authority i giochi sono quasi fatti
Il porto di Palermo
Genova – L’equilibrio politico è stato raggiunto con la nomina di Roberto Petri al vertice di Assoporti, l’associazione delle Authority italiane. È stato il sigillo sulla pace tra Fratelli d’Italia (il partito che ha voluto Petri) e la Lega, dopo le tensioni sulle nomine dei presidenti nei mesi passati. Per questo la partita dei segretari generali dovrebbe ora scorrere più liscia. E non sono previste fughe in avanti, anche se la tentazione del “modello Paroli” è forte.
Il presidente di Genova e Savona aveva infatti scelto il suo vice in autonomia, quasi in contrasto con i “suggerimenti” che arrivavano dalla politica. È stata una breccia nella diga delle nomine di partito che anche gli altri presidenti avrebbero voluto copiare. Ma il governo si è affrettato a mettere una toppa nel buco, prima che si allargasse e provocasse uno tsunami in grado di far saltare tutti gli schemi che i partiti di maggioranza stavano elaborando.
Ora che gli equilibri sono più saldi, la partita delle nomine dei numeri due delle Authority non dovrebbe essere in salita. Il più richiesto è Luca Lupi, segretario generale di Palermo, l’uomo che ha lavorato sui dossier durante l’era di Pasqualino Monti e li sta gestendo in continuità con l’arrivo di Annalisa Tardino. Lupi però non si muoverà da Palermo perché ha giurato fedeltà anche al nuovo corso.






