Lo stallo continua per la nomina dei presidenti delle undici Autorità di sistema portuali commissariate. Tutti già insediati da mesi, in veste appunto di commissari straordinari, nell’attesa dell’ultimo via libera da parte del Parlamento. Doveva essere un passaggio formale o quasi. Invece non arriva. L’ostacolo sarebbero ancora le beghe in seno alla maggioranza, in particolare tra Fratelli d’Italia e Lega, i due partiti che si erano già combattuti per mesi per individuare le figure da collocare ai vertici delle varie autorità. Trattative lunghissime per spartirsi le poltrone principali. Ora pare che la stessa logica venga applicata anche per la scelta dei segretari generali. Lottizzazione spinta, per cui se il presidente è vicino a Fratelli d’Italia, il segretario deve essere gradito alla Lega. Questo sarebbe il ragionamento al centro dei confronti tra i partiti di maggioranza.

Ieri ennesima giornata di trattative, in vista della seduta dell’8. commissione del Senato in programma stamattina. Il voto sui presidenti delle Autorità di sistema portuale era già all’ordine del giorno della seduta di martedì. Ma la maggioranza ha chiesto un altro giorno per ulteriori verifiche. Un «rinvio scadaloso», per le senatrici di Italia Viva, Raffaella Paita e Silvia Fregolent. «È una situazione grave, che mina l’autorevolezza dei porti italiani, di fatto commissariati e privi di una guida formale - hanno dichiarato -. Non è corretto nei confronti del personale che lavora negli scali e dell’economia portuale, fondamentale nel nostro Paese. I partiti di maggioranza, interessati solo alle poltrone, dovrebbero vergognarsi».