Dopo aver giurato su due corani, il nuovo sindaco musulmano di New York, Zohran Mamdani ha firmato i suoi primi ordini esecutivi, confermando tutti i dubbi che avevano accompagnato la sua elezione. Oltre ai tre relativi alle case popolari, i proprietari immobiliari e gli affitti, il primo cittadino ne ha firmato uno che revoca tutti gli ordini esecutivi del suo predecessore Eric Adams dal 26 settembre 2024, da quando cioè è stato incriminato per corruzione (accuse poi archiviate). Una mossa che in apparenza sembrerebbe dettata da una volontà chiarezza e rigore etico per quello che Mamdani stesso ha definito «un nuovo inizio per la nuova amministrazione».

Ma il «nuovo inizio» del rampollo di agiata famiglia indo -ugandese include una svolta antisemita in netto contrasto con la rotta filo -israeliana sempre mantenuta da chi è venuto prima di lui. Tra gli ordini cancellati infatti c’è quello del giugno scorso con cui l’ex sindaco disponeva che tutte le agenzie cittadine seguissero la definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Mamdani, che in campagna elettorale si è ripetutamente rifiutato di riconoscere il diritto di Israele a esistere come Stato ebraico, avrebbe potuto trovare imbarazzante seguire delle linee guida che sostengono che negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione è discriminatorio. O che è antisemita affermare che «l’esistenza di uno Stato di Israele è un’iniziativa razzista», un’equazione che l’attuale sindaco sciita della Grande Mela ha invece sempre fatto sua.