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"Aiutatemi a trovare mio figlio, non risponde dalla notte del 31"; "Mio fratello è ricoverato, ma non sappiamo dove"; "Chiara manca all'appello, qui non ci dicono nulla... Speriamo che sia tra i feriti non identificati": ancora ieri tra le famiglie martoriate di Crans-Montana il sentimento che prevale è quello dell'incertezza. Che in questo caso, però, è speranza. Nell'incertezza c'è l'ultima speranza della famiglia di Emanuele Galeppini, 17enne nato a Genova che vive a Dubai dove è una promessa del golf. La Federazione italiana golf ne ha annunciato il decesso, ma lo zio Sebastiano dichiara: "Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi, stiamo aspettando il risultato del Dna".

Fino al pomeriggio di ieri risultavano sei gli italiani dispersi e 13 quelli ricoverati (uno dei quali non ha ancora un nome). Per loro il filo dell'attesa fiduciosa si assottiglia di ora in ora. Poi è arrivata la notizia: ci sarebbe la prima vittima italiana. Si tratterebbe di Chiara Costanzo, 16enne milanese che frequenta il liceo scientifico Moreschi e pratica ginnastica acrobatica. "Siamo aggrappati alla speranza che Chiara sia fra i feriti non identificati", aveva detto il papà Andrea poche ore dopo l'incendio. Dalla Farnesina, in ogni caso, non arrivano conferme ufficiali. Amico e coetaneo di Chiara è Achille Osvaldo Giovanni Barosi, anche lui liceale a Milano. Il cugino Edoardo lancia un appello sull'account Instagram "cransmontana.avisderecherche", nato per aiutare le ricerche. "Ho parlato con gli amici di Achille che erano lì - spiega - e mi hanno raccontato che mio cugino era rientrato un momento nel locale quando c'è stata l'esplosione", pare per recuperare la giacca e il telefonino. "Potrebbe indossare una collanina con la Madonnina. Importante: è senza documenti. Potrebbe essere ricoverato come paziente ignoto in Svizzera". Manfredi Marcucci, 16enne romano, è arrivato al Niguarda di Milano giovedì sera. Il padre Umberto è lì davanti: "Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi". Il ragazzo è in terapia intensiva, intubato e in coma farmacologico, con ustioni sul 30-40 per cento del corpo. È stato operato ed è stabile. Quando Umberto Marcucci è arrivato fuori dal locale andato a fuoco la scena che gli si è presentata davanti è stata impressionante: "Mio figlio mi ha detto, papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani. Aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam". Al Niguarda sono arrivati anche i genitori di un amico milanese e coetaneo di Manfredi, Riccardo Minghetti, che risulta disperso.