VENEZIA - Mel Gibson è all’Hotel Danieli, un passo da San Marco. Barba da profeta e camicia sportiva, beve caffè e si prepara alla giornata che dovrebbe segnarne il grande ritorno alla regia. Fuori concorso, alla Mostra, c’è Hacksaw Ridge, il film che rivede dietro la macchina da presa, a dieci anni da Apocalypto, una delle figure più controverse del cinema contemporaneo. Intemperanze e tremende sortite hanno relegato il divo australiano nella lista nera delle major. Non lo hanno salvato la fama, gli Oscar vinti, gli incassi stratosferici dei suoi film. Più tardi, a chi gli chiederà che significa oggi per lui Hollywood risponderà: «Sopravvivenza».
Mel Gibson, riprese a Cinecittà per il sequel de La passione di Cristo poi pizza e gelato in centro
di Valentina Lupia
10 Novembre 2025
È tutto fuorché un caso che abbia scelto la storia di un eroe pacifista della seconda guerra mondiale. Desmond Doss (Andrew Garfield), fu il primo obiettore di coscienza a ricevere la medaglia d’onore del Congresso senza aver mai toccato un fucile. Era riuscito a salvare 75 soldati durante la battaglia di Okinawa. «In un mondo di supereroi in tuta di spandex, mi sembrava il caso di celebrarne uno vero», scherza Gibson, lo sguardo gentile e folle. Il film uscirà in sala a gennaio.











