I suoi contributi su mortalità, natalità e migrazioni hanno attraversato oltre mezzo secolo di studi demografici italiani. Luigi Di Comite, professore emerito dell'Università di Bari e figura centrale della ricerca demografica meridionale, è morto martedì 30 dicembre all'età di 87 anni.
Lascia una produzione scientifica che parte dagli anni Sessanta e arriva sino agli ultimi decenni, sempre con lo sguardo puntato sulle dinamiche concrete della popolazione, quelle che si traducono in welfare, lavoro, servizi territoriali.
Nato a Corato (Bari) il 28 giugno 1938, Di Comite ha costruito la sua carriera nell'ateneo barese, dove è stato professore ordinario di Demografia e, per diversi anni, preside della facoltà di Scienze Politiche. “Un docente rigoroso ma vicino alle sfide concrete poste dai dati demografici”, lo ricordano colleghi e studenti.
Il rigore, appunto: quello che emerge dai suoi lavori pubblicati su riviste come Statistica, Giornale degli economisti, Rivista italiana di Economia, Demografia e Statistica. Contributi che hanno affrontato temi complessi – funzione di sopravvivenza, fecondità, dinamiche della popolazione – con un metodo che non ha mai perso di vista il territorio.







