In Italia è nata una start up realizzata da un pool di giovani ingegneri che usa l’Intelligenza artificiale per bloccare lo spionaggio industriale. Ma non un tipo di spionaggio industriale tradizionale: stiamo parlando di quelle frodi che sfruttano le riunioni in videoconferenza per compiere frodi e rubare dati aziendali.
La start up si chiama IdentifAi e sta mettendo sul mercato un sistema che di fatto è l’antagonista dell’Ai. Se l’Intelligenza artificiale può infatti diventare uno strumento nelle mani di un hacker al servizio di truffe aziendali, il sistema messo in piedi da IdentifAi lo smaschera. Questa innovazione è la prima in Italia - poche le realtà simili in Europa -, tanto che la start up è stata selezionata tra le 100 migliori aziende di Ai al mondo per partecipare a Google Gemini Founders Program, il programma per le startup di intellingenza artificiale.
Gli strumenti di Ai consentono ormai di riprodurre in videoconferenza la voce e le sembianze di un partecipante, rendendo possibili truffe, atti di spionaggio e sabotaggio. Questo tipo di frode non è ancora molto diffusa in Europa, lo è molto di più negli Stati Uniti e in America Latina, ma si sta diffondendo ovunque. Succede questo: un hacker entra nelle riunioni e-teams sotto mentite spoglie chiedendo poi l’invio di dati e una volta ottenuta la mail riesce a risalire alle banche dati. O semplicemente si può far dare numeri di telefono di uno dei partecipanti, che può essere contattato tramite falsa identità per la richiesta di informazioni sensibili.







