Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dalla sua casa nella cittadina svizzera, dove va in vacanza da 30 anni, Dalia Gubbay descrive i momenti successivi all'esplosione al locale Constellation
"Vengo a Crans da 30 anni. Piccola, tranquilla, deliziosa cittadina di montagna. Per me, che amo Milano, Tel Aviv e soprattutto il mare, è una dimensione sospesa. La accetto, la apprezzo come momento di intimità familiare. Quest’anno ho desiderato tanto essere qui. Ero stanca, sfinita. Abbiamo passato giorni sereni. L’allegro e caloroso disordine con i bambini, le chiacchiere con i grandi. Ieri sera un Capodanno a casa, raclette, vino e pochi amici. Ci siamo augurati un buonissimo anno. Da noi ebrei in realtà si festeggia a Rosh Hashanà, che cade solitamente a settembre. Ma ovviamente anche questo passaggio ci riguarda. È stato un 2025 difficile. Ci abbracciamo, brindiamo alla vita, alla pace, ai bei momenti".
"Nemmeno il tempo di dirlo. Di pensarlo. C’è stato un incendio in uno dei locali più conosciuti del posto, quasi leggendario. Ci sono passati tutti dalla Constellation, per una partita a flipper, un bicchiere, un derby in TV. La dimensione della tragedia emerge nelle ore che seguono. Erano tutti ragazzini sotto i 17 anni. Una festa per giovanissimi".






