Entro il primo trimestre del nuovo anno dovrebbe entrare in funzione anche la piattaforma di Pesaro: la seconda (dopo quella di Pordenone avviata tre anni fa) che il gruppo friulano Fantoni ha acquisito con l’obiettivo di verticalizzare sempre di più la propria filiera produttiva e assumerne un maggiore controllo.
Gli anni immediatamente successivi alla pandemia da Covid-19 e allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina - che hanno portato alla crisi delle catene di approvvigionamento e all’impennata dei prezzi delle materie prime - hanno accelerato un processo già in corso, di cui oggi iniziano a delinearsi i contorni in modo evidente.
Integrazione della supply chain
«Sulla falsariga della teoria sulla catena del valore di Porter, cerchiamo di guadagnare ogni possibile margine lungo la catena di fornitura, assumendone il controllo», spiega Paolo Fantoni, presidente del gruppo di Osoppo (Udine), che storicamente ha integrato le attività di produzione di mobili per ufficio con quelle di produzione di pannelli, di carte e di colle, dando vita a una realtà industriale che ha chiuso il 2025 con ricavi previsti per 395 milioni di euro, in aumento del 4-5% rispetto al 2024 e con un Ebitda tra i 55 e i 60 milioni.






