La nostra mente gioca con i numeri interi quando vuole dialogare con il tempo. Contiamo per rilassarci: le pecorelle per dormire, i respiri nell’ansia, lo scorrimento di grani per preghiere o mantra, gli otto tempi della danza.
Per iniziare il 2026 con leggerezza, partiamo da un ballerino che nell’agosto del 1926 fu celebrato in un grandioso e doppio funerale prima a New York e poi ad Hollywood. Cento anni fa a soli 31 anni usciva di scena Rodolfo Valentino, il grande divo del cinema muto, nato a Castellaneta, con il cognome Guglielmi. Una vita di viaggi necessari: da Taranto a Perugia, da Genova a Parigi dove iniziò a danzare, fino ad emigrare dalla Puglia al sogno americano. Il tango e il suo sguardo romantico e magnetico bastarono a consacrarlo attore e sostituire le parole assenti dalle pellicole.
Oggi il cinema senza voce ci appare impensabile: il tempo contato in anni ci gioca questo scherzo di incredulità. Ad esempio, nel 2026 celebreremo anche i 160 anni della linea ferroviaria Bari–Lecce: prima, a cavallo, occorrevano almeno due giorni di viaggio. Per fortuna esattamente 90 anni fa le carrozze furono affiancate dalla Fiat 500 Topolino. Ancora numeri: la cilindrata divenne nome, e quell’auto entrò in ogni genere cinematografico dei decenni successivi.










