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Ultimo aggiornamento: 18:20
Sarà l’autopsia, in programma lunedì 2 gennaio, a dare risposte chiare sulle cause della morte di Aurora Livoli, la 19enne trovata senza vita la mattina del 29 dicembre nel cortile di un condominio alla periferia di Milano. Sul corpo della giovane sono stati riscontrati lividi sul collo, segni che fanno ipotizzare una possibile morte per strangolamento, ma che dovranno ora essere valutati dall’esame medico-legale per stabilire se siano collegati al decesso o precedenti ad esso.
Parallelamente i carabinieri stanno tentando di stringere il cerchio sull’uomo che era con Aurora nelle ore immediatamente precedenti alla morte. Le telecamere di videosorveglianza della zona lo hanno ripreso insieme alla ragazza in via Paruta, vicino al luogo del ritrovamento. Si tratta di un uomo alto, magro, con un giubbotto scuro e capelli ricci, ancora senza nome. In un secondo filmato, circa un’ora dopo, la stessa persona viene inquadrata mentre percorre la strada in senso opposto, questa volta da solo.
Le immagini mostrano la giovane donna e l’uomo entrare nel portone di un condominio al civico 74, apparentemente consapevoli che l’ingresso resti spesso aperto, circostanza confermata dai residenti. Proprio lì, in un vialetto accanto a un’aiuola, il corpo della 19enne è stato scoperto la mattina successiva dal custode, steso a pancia in giù. Accanto al cadavere sono stati trovati i pantaloni di un pigiama rosso, ora al vaglio degli investigatori per accertarne la provenienza.












