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31 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:29
“Aveva avuto qualche difficoltà, per questo era seguita da uno psicologo. Ma non c’era nulla che potesse farci pensare a un epilogo simile”. Massimo Basile parla a Repubblica dalla caserma di Fondi, dove ha portato il cognato, Ferdinando Livoli, per firmare le carte che certificano la morte della figlia Aurora, ritrovata cadavere e con segni di violenza sul corpo in un androne di un palazzo di via Paruta, a nord di Milano. Aurora aveva 19 anni, ed è stata ritrovata senza vita lunedì 29 dicembre: frequentava la stessa scuola di Paolo Mendico, lo studente di 14 anni di Santi Cosma e Damiano che a settembre si era tolto la vita perché non ne poteva più, secondo la denuncia dei genitori, degli episodi di bullismo. Come confermato dalla preside dell’istituto, l’Itis Pacinotti, la ragazza si era diplomata lo scorso anno nella sede di Fondi, e non in quella distaccata di Santi Cosma e Damiano, frequentata invece da Paolo Mendico. Aurora non dava più notizie di sé dal 26 novembre, quando aveva contattato per l’ultima volta i genitori adottivi: in quell’occasione, aveva detto alla mamma e al papà che non aveva intenzione di tornare a casa, senza fornire alcuna indicazioni sul luogo in cui si trovasse.













