MESTRE - «Venezia è una città sana, sostenuta da un bilancio efficientato. Un dato su tutti il patrimonio netto ereditato a un miliardo e 150 milioni di euro, si attesta ora a due miliardi, raddoppiando in undici anni di buona amministrazione». Così il sindaco Luigi Brugnaro ha introdotto la conferenza stampa di fine anno nel municipio di Mestre. Ricordando la situazione trovata al momento dell'insediamento il 15 luglio di dieci anni fa.

«Penso al Casinò, volevano venderlo, non solo non rendeva ma addirittura costava. Ora ha incassi netti di 118 milioni l'anno con un introito di 20 milioni per il Comune. Nelle casse disponevamo solo di un milione di euro e anche i musei civici erano in difficoltà». Da qui le bordate al centrosinistra: «La città non va avanti con "questa gente", con loro non andiamo da nessuna parte. Vi prego, non dategli di nuovo la città in mano, perché in sei mesi disfano un lavoro di undici anni».

Segue l'elenco di quanto fatto in quasi undici anni e dei cantieri che partiranno. «Penso all'entrata in funzione del sistema Mose - dice il sindaco - ma anche 1,5 miliardi di euro di cantieri pubblici già avviati a cui si sommano quelli privati nel 2026». Partiranno la stazione passante di Mestre, il cantiere del Museo Correr e il parco tecnologico nell'area dell'ex Ospedale al Mare del Lido. Proseguiranno interventi come il terzo lotto della Cittadella della giustizia, il Bosco dello sport e il grande programma della Biennale, sostenuto da un investimento di 170 milioni di euro del ministero della Cultura. «Investiamo anche su sport, cultura e comunità» prosegue citando l'impianto sportivo di via del Granoturco, la nuova palestra del liceo Morin, la Casa della contemporaneità al Candiani, il Palaplip, il completamento dell'ex scuola De Amicis e di Parco Ponci.