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1 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:10

Il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione, la necessità di “risvegliare le coscienze” e “resistere all’oscura inerzia rivolta verso gli abissi della storia“. Sono alcuni dei passaggi più suggestivi del messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Papa Leone XIV. “L’Italia – che per il suo stesso ordinamento costituzionale ‘ripudia la guerra” – “resta fermamente impegnata a offrire il suo contributo per la composizione dei conflitti in corso” e “preservare un ordine internazionale basato sul diritto. La legge della ragione e della giustizia, non quella del più forte” “torni a essere regola delle relazioni internazionali”. “Abbiamo il dovere di resistere” alla “oscura inerzia, rivolta verso abissi della storia che il genere umano ha già tragicamente sperimentato, agendo con rinnovata saggezza e rapidità”.

“Beatissimo Padre, il tema scelto per la cinquantanovesima Giornata Mondiale della Pace ‘La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante‘ – coglie un tratto saliente dell’attuale fase storica, segnata da crescenti inquietudini e, per questa stessa ragione, ancor più bisognosa di aprirsi alla speranza”, esordisce il capo dello Stato nel suo messaggio al pontefice. “Come Vostra Santità ha argomentato sin dall’inizio del Suo pontificato, la pace richiede amore, giustizia e solidarietà. La sua sede primaria è il cuore di ciascuno, indipendentemente dalla fede professata. Segue un ‘percorso incessante’, che richiede umiltà, perseveranza, ricerca della giustizia. È quindi un tragitto faticoso – lo è sempre stato nella storia dell’umanità – ma è l’unico che meriti di essere intrapreso. Mentre siamo in cammino, la coraggiosa azione pastorale della Santità Vostra ci è di confortante sostegno e accompagnamento. La Sua voce contribuisce a risvegliare le coscienze, com’è necessario quando la guerra – minacciata o combattuta – torna a essere una malevola realtà o anche solo un rischio plausibile per il nostro vivere quotidiano”.