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Ultimo aggiornamento: 9:06
Questo ponte non s’ha da fare. Era dicembre 2022 quando, poco dopo la vittoria con la coalizione di centrodestra alle elezioni, Matteo Salvini poneva i primi obiettivi per il Ponte sullo Stretto di Messina, pallino che il vicepresidente non ha mai abbandonato. “L’obiettivo è entro due anni partire con i lavori”, diceva all’epoca. Da allora, però, di anni ne sono passati tre ma di cantieri nemmeno l’ombra.
Il leader della Lega in questi anni non si è perso d’animo e, in una sequela di dichiarazioni, mese dopo mese, ha continuato a promettere un imminente avvio dei lavori.
In principio la prospettiva è quella, appunto, di partire “entro due anni”, per poi finire nel 2032. Poi le date diventano mano a mano più specifiche. “L’obiettivo è posare la prima pietra entro il 2024”, dice Salvini in un incontro del 23 febbraio 2023. Data diventata ancora più specifica pochi mesi dopo, a fine maggio 2023, quando l’apertura dei cantieri è prevista “per l’estate 2024”: “Dopo tante chiacchiere, tante promesse, ci siamo”, rivendica orgoglioso. Più ottimista ancora il 10 giugno 2023 quando all’evento “Forum in masseria”, Salvini lancia spavaldo la sfida di mettere la prima pietra entro “fine primavera 2024″. Un impegno portato poi avanti per mesi, con una data ripetuta quasi come un mantra in diverse occasioni fino a maggio 2024: “L’obiettivo è arrivare all’avvio dei lavori entro l’estate 2024”.






