"Il provvedimento di proroga della sospensione parziale dell'obbligatorietà dell'utilizzo di App del 29 dicembre scorso è stato congiuntamente adottato (ai sensi dell'art.
175 bis, comma 4, c.p.p.) dalla Procura Generale e da tutti gli uffici di Procura del distretto di Napoli in ragione della necessità di assicurare il regolare funzionamento delle attività giudiziarie stante il malfunzionamento dell'applicativo".
Così, in una nota, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, replica al ministro della Giustizia Carlo Nordio in relazione al provvedimento di sospensione dell'obbligatorietà dell'uso dell'applicativo per il deposito telematico degli atti.
In una nota diffusa dal ministero e pubblicata da organi di stampa, per via Arenula i provvedimenti di sospensione adottati a Napoli "non costituirebbero una certificazione dell'inefficienza del sistema APP", che risulta invece "pienamente operativo" in numerosi altri contesti giudiziari, anche ad altissimo carico di lavoro.
Nella stessa nota il ministero della Giustizia scrive anche che la Procura partenopea "è stata l'ultima ad attivare la componente ADI Switch per il conferimento delle intercettazioni, nonostante il sistema fosse già operativo negli altri uffici giudiziari. Un ritardo organizzativo e tecnologico che, secondo il Ministero, ha inciso sui tempi di integrazione dei flussi digitali e ha reso necessario un accompagnamento rafforzato, con supporto tecnico dedicato e interventi mirati".







