Un monito contro tutte le guerre e un invito a “un onesto esame di coscienza”. Nell’ultima udienza generale, papa Leone XIV fa un bilancio del 2025 parlando a una piazza San Pietro piena di fedeli. "L'anno che è passato – ha detto il Pontefice - è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell'Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta. Alla sua conclusione, la Chiesa ci invita a mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua provvidenza e chiedendogli che si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia".

Per il Papa, i fedeli sono però chiamati anche a “meditare su ciò che il Signore ha fatto per noi nell'anno passato, come pure a fare un onesto esame di coscienza, a valutare la nostra risposta ai suoi doni e chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni e investire al meglio i talenti che ci ha affidato".

Un pensiero e un saluto speciale Leone XIV l’ha riservato ai 35 giovani palestinesi, partiti da Gerusalemme e da alcuni villaggi della Cisgiordania, giunto in Italia il 28 dicembre grazie a un gemellaggio avviato dal padre gesuita Massimo Nevola, assistente spirituale delle Comunità di Vita Cristiana (Cvx) in Italia. Due giorni fa, il gruppo, accompagnato da don Elias Tabban, parroco di Zababdeh, villaggio nei pressi di Jenin, e il francescano Johnny Jallouf, parroco a Beit Hanina (a Gerusalemme est). Due giorni fa, tutto il gruppo è stato ricevuto al Quirinale, dove ha avuto modo di salutare il presidente Sergio Mattarella.